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    D E P E C H E - M O D E - Live In Milan 18.06.2009

     

     

     

    E’ da alcuni giorni che sto pensando cosa scrivere su questo concerto. So solo che era quasi un anno che attendevo e non vedevo l’ ora di esserci…quindi come tutte le cose in cui c’è troppa aspettativa si rischia poi di rimanere delusi.

    Certo che    “ai miei  tempi”  la musica non incominciava se prima non era completamente buio…se il gruppo non veniva esortato almeno 100 volte dal pubblico ad uscire…<con tanti sogni in testa e nelle tasche niente> si  rimaneva in piedi nel prato, senza problemi di decibel e senza problemi di ritorno a casa con mezzi di fortuna….senza articoli denigranti sui giornali per atm in chicchessia.

    Ricordo ancora al concerto di Bob Marley il giorno dopo sul giornale c’ era scritto: “Eravamo in 80mila!”…io sussurrai: “…e io c’ ero”.

    E ancora oggi è bello esserci.

    Con una consapevolezza diversa, con un’emozione più controllata e sempre meno magia dovuta ai soliti “fattori esterni” grazie al “Comitato Concerti”.

    Per stasera non li voglio neppure nominare certi elementi.

    Sta di fatto che alle nove in punto, quando ancora tantissima  gente doveva entrare allo stadio il concerto è iniziato. Le tante luci accese,  il cielo ancora chiaro e i troppi pochi decibel per una musica così psichedelica diluivano l’atmosfera che avrebbe dovuto emozionare al primo istante.

    Ad ogni modo il gruppo dopo gli sfortunati eventi capitati al cantante non poteva are di più e alle 11.00 in punto ha smontato baracca e burattini e tutti a casa.

    Il ricordo rimarrà nella mia mente….solo molto meno tangibile di quanto avevo sperato.

    Mi rimarranno pochi video….anche la “videocamera” ha fatto i capricci…e   la canotta del tour.

    Non malissimo no?

     

     

     

     

     

     
          
     
     

     

                                                                                        http://www.youtube.com/watch?v=2fITuXcrarE

    ..... londra

     
     
    ....ROSSO il colore delle divise delle guardie.
    L' affascinante spettacolo del cambio della guardia attira ancora dopo tanti anni
    E in questa "era moderna" ancora migliaia di turisti ogni anno....
     
     
     

    .... ROSSO è il colore delle cabine telefoniche ormai praticamente in disuso,

     soppiantate dalla tecnologia e dai telefoni cellulari .... quasi la stessa sorte per

    le cassette della posta alte e tubolari, 

    anche queste quasi completamente sostituite da posta elettronica, fax, mms

    e altre diavolerie tecnologiche. 

     

                                 

                                                                                                                          

                                           

     

    ...londra

                                    

     

    Premessa:

    Ricomincio da Londra….

    Si in effetti è a Londra che ho scattato l’immagine del post precedente. Sì Enri dalla ruotona o precisamente dalla London Eye.

    Il viaggio è stato un regalo. Un week-end dal 2 al 5 maggio.

    Quattro giorni bellissimi indimenticabili dei quali ho un bellissimo ricordo e vorrei oltre che imprimerlo nella mente, tentare di graffettare alcuni piccoli post.it sul mio blog.

    Sempre più difficile per me riprendere confidenza con queste pagine. Qui cè una parte di vita che vorrei ricordare per sempre e un’altra che vorrei dimenticare per sempre.

    Ecco perché: Ricomincio….

    o perlomeno ci provo.

    kyz

     

     

     

    Innanzi tutto la sopresa quando mi sono resa conto che il nostro albero "hotel marriot" era "veramente" così vicino al London Eye e che dalla saletta della colazione potevo godere della vista della ruota, del Tamigi e del Big Ben solo ruotando leggermente la testa.

     

     

    Esattamente dietro la london Eye c' erano le finestre dell' albergo.

    Nel palazzo di fianco è situato il bellissimo acquario di londra. E' molto riomato per le sue vasche innovative e sinceramente inquietante camminare su una lastra di vetro proprio sopra gli squali.

    Un minuto per passare dalla biglietteria e siamo già in coda per salire sulla ruota.

    La città dll'alto è ancora più imponente e straordinariamente ordinata.

    Un consiglio lo darei volentieri.

    Il giro in pulmann sui "City Tour". Il costo del biglietto vale la pena. Infatti acquistando i biglietti si avrà diritto ad un viaggio gratuito sul battello e una visita guidata in inglese in un museo a scelta. Il biglietto per il pulmann dura tutta la giornata e fino all'ultima corsa si avrà la posibilità di ascoltare attraverso le cuffie e

    italiano tutte le curiosità sulla città nonchè scendere ad ogni fermata del "city tour" visitare con comodo la zona e risalire sul prossimo bus. Hanno una frequenza di circa 10 minuti l'uno dall'altro.

     Non appena usciti dal "County hall" si attraversa il ponte di Westminster e ci si ritrova nella storia.

    Il Big Ben da pochi giorni ha compiuto 150anni. Nel Capodanno del 1923, la Grande campana fu sentita per la prima volta sulla Bbc e subito dopo divenne un appuntamento fisso delle trasmissioni radiofoniche.

    Non a caso il palazzo del parlamento, la piazza e la torre dell'orologio sono  una delle tappe preferite dei turisti a Londra.

    Cammina e cammina la nostra tappa è la stazione vittoria e poi ancora la residenza della regina.

    Passeggiando possiamo notare che il colore predominante è il Rosso.

     

     

     ROSSI ...Gli Autobus di linea e i Bus per i turisti. I percorsi sono vari e il tempo minimo senza fermate è di almeno 3 ore. Ci sono varie tipologie di percorso e sono contrassegnate  da diversi colori sulla cartina.

     

    ok ora scendo che qui in soffitta fa caaaldo.

    to be continued....

    may be...

     

    R I C O M I N C I O - D A - L O N D R A

     

     

     

    to be continued...may be...

    I 2 F O SC A R I

     

     

      

     

     

     

    A Venezia, nel 1457, si vanno radunando i membri del Consiglio dei Dieci e della Giunta, convocati per una ragione misteriosa Tra loro è Loredano, nemico dei Foscari che considera responsabili dell’assassinio dei suoi congiunti. Viene tratto dal carcere Jacopo Foscari, figlio del doge Francesco: il giovane dev’essere giudicato perché è rientrato illegalmente in patria dall’esilio, al quale era stato condannato a seguito di un’ingiusta accusa d’omicidio. In attesa di essere introdotto alla presenza del Consiglio, Jacopo contempla dal verone Venezia, il cui ricordo è stato il suo unico conforto durante. Poi entra nella sala del Consiglio, senza illudersi di trovarvi alcuna clemenza.

    Lucrezia Contarini, moglie di Jacopo, vorrebbe recarsi dal doge e chiedergli di intervenire in difesa del figlio. Ma le ancelle la trattengono ; a Lucrezia, disperata, non resta che rivolgersi al cielo. Quando l’amica Pisana le annuncia la sentenza del Consiglio dei Dieci, che conferma la condanna all’esilio per Jacopo, Lucrezia dà sfogo al suo sdegno e inveisce contro il patriziato veneziano.

    Uscendo dall’aula del giudizio, i membri del Consiglio commentano l’accaduto: una lettera, scritta segretamente da Jacopo agli Sforza, ha reso inevitabile la condanna; il figlio del doge dovrà tornare in esilio a Creta.

    Il doge, solo, piange la sorte del figlio e lamenta la sua dura condizione di padre.

    Giunge Lucrezia, che rivendica l’innocenza del marito e inveisce contro i Dieci; ma il doge è costretto a ricordarle la legge e il foglio che accusa Jacopo. Lucrezia non può far altro che invitare il doge a pregare con lei.

    Nel buio del carcere Jacopo, in delirio, crede di vedere uno spettro porgergli il suo teschio insanguinato. È il conte di Carmagnola, che un tempo il doge suo padre aveva condannato a morte. Jacopo cade a terra; in suo soccorso viene Lucrezia, che si fa riconoscere e gli comunica la sentenza del Consiglio

    . Mentre in lontananza si sente intonare una barcarola, i due si abbandonano alla speranza di poter condividere, insieme, le pene del futuro. Si unisce loro il doge, che abbraccia entrambi esortandoli ad avere fiducia nella giustizia divina. Giunge Loredano, che invita il prigioniero a partire, solo, e gioisce della sventura che si abbatte sull’odiata famiglia.

    Il Consiglio sollecita la partenza di Jacopo Foscari, accusato di omicidio e di aver tramato contro Venezia. Entrano il doge, che va a sedere sul trono, e Jacopo fra i custodi. Letta la sentenza del Consiglio, Jacopo chiede vanamente grazia al padre. Nella sala irrompe Lucrezia: fa inginocchiare i propri figli davanti al doge, invoca il suo perdono e la sua pietà, chiede di potersi unire al marito nell’esilio. Ma il Consiglio è inflessibile: Jacopo partirà solo. Affidati i figli al doge, Jacopo s’avvia, mentre Lucrezia sviene tra le braccia delle dame.

    Tra la folla in festa giungono Loredano e Barbarigo, mascherati; tutti incitano i gondolieri intonando una barcarola. Dal palazzo ducale escono due trombettieri, agli squilli dei quali il popolo si allontana intimorito; sul canale passa una galera con il vessillo di S. Marco. Dal palazzo ducale esce Jacopo Foscari, seguito da Lucrezia, e prende commiato da tutti nella massima angoscia, mentre Loredano esulta vedendo compiersi la sua vendetta.

    Francesco Foscari, solo, ripensa alla morte prematura dei suoi tre figli e al triste destino del quarto. Giunge Barbarigo con un foglio: il vero colpevole dell’assassinio ha confessato. Il doge esulta, poiché l’innocenza del figlio è provata. Ma Lucrezia gli annuncia che Jacopo non ha retto al dolore del distacco ed è morto al momento della partenza.

    Giungono i Dieci e chiedono al doge di ritirarsi dalle cure dello stato, rinunciando al potere. Il doge dapprima reagisce con sdegno, ma poi, accasciato dalle vicende familiari, restituisce l’anello dogale. Mentre si avvia, con Lucrezia, sente le campane di S.Marco annunciare l’elezione del nuovo doge: non reggendo all’affronto, Francesco Foscari cade morto a terra.
     

     
     
     
     

    A L C I N A

     

      

     

     

     

    La maga Alcina attira gli uomini sulla sua isola incantata e li trasforma in rocce,

    corsi d' acqua, alberi e animali. Ultima suapreda è il paladino Ruggero: a cercarlo sopraggiunge sull'isola la sua promessa sposa, Bradamante, che i nasconde sotto l'identità del fratello Ricciardo, con il confidente Melisso.

    I due incontrano dapprima Morgana,sorella della maga, che subito s'innamora del presunto Ricciardo. Poi d'improvviso il paesaggio si trasforma e appare la splendida reggia di Alcina: qui in a condizione di voluttà e di oblio si trova anche Ruggiero, del quale la maga si è innamorata. Per questa ragione, Ruggiero ha conservato le proprie sembianze umane: avvinto da Alcina in un incantesimo, egon riconosce i nuovi ospiti nè nulla ricorda delle promesse d'amore fatte a Bradamante.

    Dal canto suo il comandante Oronte, innamorato di Morgana, è geloso del presunto Ricciardo e per cercare di allontanare il rivale, suscita i sospetti di Ruggiero dicendogli che la stessa Alcina è innamorata del giovane. La maga nega tuttavia a Ruggiero qualsiasi interesse per Ricciardo e per provargli ciò acconsente a trasformare in bestia il giovane straniero. A questo punto Morgana mette in guardia Ricciardo dalla minaccia incombente e gli dichiara apertamente il suo amore.

    Melisso appare a Ruggiero sotto le sembianze del di lui maestro Atlante e grazie ad un anello magico mostra al paladino come il re gno di Alcina sia soltanto incantamento e apparenza: di fatto, l'isola è un luogo deserto e desolato.

    Rotto l'incantesimo, Ruggiero incontra il presunto Ricciardo ma non riesce nconra aiconoscere che si tratta in realtà di Bradamante: seguendo le indicazioni di Melisso, egli finge comunque con Alcina di continuare ad amarla e prende a lei concedo per recarsi a caccia.

    La maga sta per trasformare Ricciardo in  bestia, ma Morgana riesce a salvare l' amato. Quando Oronte annuncia ad Alcina che Ruggiero l'ha ingannata ed è in fuga, la maga appare lacerata dal dolore ma nondimeno decisa a vendicarsi.

    Ritornato in pien possesso delle sue facotà, Ruggiero riconosce finalmente Bradamante sotto le sembianze di Ricciardo: i due innamorati decidono di sonfiggere insieme Alcina. Al loro ricongiungimento assiste Morgana, che scopre così la vera identità del presunto Ricciardo: mentre Morgana s'affretta sdegnata ad avvisare la sorella, Ruggiero dice addio all'illusoria bellezza dell'isola incantata.

    Chiusa nella stanza sotterranea delle magia, Alcina evoca quindi gli spiriti infernali perchè impediscano a Ruggiero di fuggire ma è costretta a constatare la perdita dei suoi poteri, neutralizzati dall'autenticità del sentimento d' amore che ella prova neifronti del paladino.

    Una volta scoperta la vera identità del presunto Ricciardo, Morgana cerca di riconquistare l'amore di Oronte:del resto, benchè ostenti indifferenza nei suoi confronti, questi è ancora innamorato di lei. Sincontano quindi Alcin e Ruggiero:poichè il paladino, rotto l'incantesimo, è deciso a tener fede all'impegno preso con Bradamante e abbandonare l'isola la maga promette di vendicarsi ma anche di perdonarlo qualora egli decidesse di tornare da lei.

    Insieme con Bradamantee Melisso, Ruggiero si prepara a combattere: prima di andarsene dall' isola, Bradamante initende però liberare tutti coloro chesono prigionieri dell'incantesimo di Alcina. Di fronte al profilarsi delladisfata, Acna sembra ormai impotente; quando Ruggiero e Bradamante stanno per lasciare l'isola , la maga si rivolge un ultima volta al paladino perchè rimang con lei, ma questi rifiuta.

    Ora che è vincitore, Ruggiero, è intenzionato a rompere con l'anello magico l'urna in cui sono contenuti i poteri di Alcina per liberare le vittime degli incantesimi: Alcina promette di liberarle lei stessa ma Ruggiero, Bradamante e Melisso temono che la maga posa ancora ricorrere a qualche sortilegio. Vani sono gli appelli alla clemena da parte di Alcina e Morgana: Ruggiero spezza l'urna e le due sorelle svaniscono insieme al palazzo incantato. Le vittime delle magie riprendono le proprie fattezze umane e nella gioia generale si f estggia con canti e balli la sconfitta di Alcina.

     
     
     

    A gentile Richiesta

    A dire il vero solo per Marghe...

     

     

    Menù

     

     

     

     Aperitivo

    con  piccola introduzione salata

     

    Tre variazioni di salmone:

    tartare, affumicato, mantecato

     

    Gnocchetti di stracchino

    e cardoncelli  al burro versato

     

    Trancio di pescatrice cotta in conflit

    e patate viola

     

    Duetto al cioccolato

    su letto cardamomo

    e granita alla fragola

     

    Caffè

    Piccola pralineria

     

    Vini

    Aperitivo

    Sauvignon ’07 – Villa Frattina

    Minerali

     

     

    DeLiRi_TrEmEnS

     
     
     
     

     

     

    Ho appena finito di guardare il film in Tv : “Rocky Balboa” .

    Non so dire se mi è piaciuto o no. Il punto è che ho letto nel film la nostalgia del tempo che fu. Le cose che cambiano, la consapevolezza che la giovinezza non  è per sempre. Le persone  ci lasciano alcune invece ci stanno accanto senza chiedere nulla e…altre le  senti distanti anche se ti sono accanto.

    Il solito flash.  Uno di quelli che è riuscito a sfuggire dalla rete in cui tento di rinchiuderli.

    E sono nel 1976…insomma una ragazzina. Con quanto entusiasmo con gli amici siamo usciti dal cinema con quella musica nella testa “gonna it fly now”!  E sì pareva proprio che potessimo volare.

    Le braccia alzate i salti giganti e l’allegria di aver visto una bella storia al cinema.

    Invece non era solo una bella storia. Era il principio di una generazione.

    Allo stesso modo ricordo l’anno in cui uscì “La febbre del Sabato sera” in realtà, col senno di poi non era stato un gran film per i miei gusti ma….cosa non era successo dal giorno stesso?

    Ragazzini che camminavano sghimbescio, capelli e gel generation, che dire poi del look completino bianco e camicia con collo a punta?

    Sì il tutto andava oltre il film. Si creava tutto un contesto e lo si viveva per la strada…tra la gente…e la cosa strana che ancora dopo tutti i film che hanno fatto sia Stallone che Travolta hanno lasciato il segno in special modo per questi 2 film.

    Sì certo, anche oggi c’è il fenomeno High School Musical però lo vedo più relegato, i ragazzi son sempre più chiusi dentro una scatola, li vedo sempre più spavaldi dietro un monitor e più silenziosi con i coetanei, sempre meno a vivere la vita reale aspettando il domani. Ma il domani non arriva mai ….è sempre il giorno dopo oggi. E anche per il futuro della mia Didi non so cosa augurarle.

    Sì ovviamente il meglio. Ma il meglio da che parte sta?

    Pensieri, pensieri vanno e vengono ma non  trovo il giusto imput per graffettare quelli che in realtà girano nella mente…sono lì e non riesco ad afferrali…

    E quando mi viene la pelle d’oca alla fine del film mi sto ancora chiedendo se l’emozione è dovuta al fatto che mi sento un po’ come Rochy Balboa: una semplice “scarpa vecchia” che ancora ha tanto da esprimere e che forse  è ora che quella scarpa esca dalla scatola e torni a fare i conti con la vita.   

    Chissà se mi sono vagamente avvicinata al messaggio che voleva lasciare S. Stallone.

    E intanto il sole tra la nebbia filtra già…il giorno come sempre sarà…

     
     

    Oroscopo Personalizzato:

     

    AMORE
    Esigi dal partner altruismo e generosita', dedizione e aiuto nell'alleviare le tue pene. Puo' darsi che non ti senta appagato dalla vita che fai attualmente, ma non puoi chiedere la luna nel pozzo! Cerca di recuperare un po' d'energia e domani... si vedra'!

    FORMA
    Senti le gambe pesanti e un gonfiore diffuso. Un ristagno di circolazione e un po' di ritenzione idrica possono causare queste sensazioni. Cammina a passo sostenuto, bevi molto e massaggia gli arti con olio di ginepro. Consulta il medico se persiste!

    LAVORO
    Cerca di concentrarti su quello che fai, rischi uno scivolone madornale! Oggi devi lasciar da parte le famose "sensazioni di pelle", possono portarti su una strada sbagliata. Lascia perdere, posticipa le decisioni a domani, tutto sara' piu' chiaro!

    UMORE
    La diplomazia non e' il tuo forte! Parti a lancia in resta per ogni minuzia e polemizzi su tutto. Cerca di bloccare questi impulsi, modera le parole e cerca d'essere piu' accondiscendente. Chi ti e' vicino ha voglia di mandarti a quel paese e... non ha torto!

    Recupera un po' di diplomazia

     

    Su e Giù

     

    angeli

    specchio

    Sto cercando di arrampicarmi sullo specchio.

    Lascerò dei solchi affinchè il mio corpo possa ancorarsi ad essi…

    e…. risalire….

    La_MiNi_GaZzEtTiNa_DelLo_SpOrT___EdIzIoNe_StRaOrDiNaRiA

     

    Tutto lo Stadioooo!!!

    Siam venuti fin qua.....

    Tutto lo Stadiooo!!!

    4 gradini e sono al mio settore. L’altoparlante sta iniziando la formazione.

    Abbiati…Olè

    Maldini…Olè

    Ambrosini…Olè

    Zambrotta…Olè

    Riiiiicaaaaaaaaardo Kakààààà Olèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè

    Lo stadio esplode.

    …………………………………………..

    Ammetto che mi sono commossa. Troppa malinconia per questi 5 anni trascorsi col giovanotto.

    Quando appena arrivato sorrideva sempre e comunque a qualsiasi sgambetto o fallo che gli si presentasse. Temevo che col tempo il sorriso sarebbe svanito lasciando sempre più posto alla rabbia. Invece negli anni poche volte si è visto un Kakà arrabbiato o astioso.

    Più fatti che parole. Sembra quasi impossibile un uomo così dedito alla famiglia, al lavoro, alla sua fede…eppure il tempo non lo ha ancora smentito.

    La partita non è stata bellissima però abbiamo vinto.

    La colonna sonora “non si vende Kakà…non si vende Kakà”…ci ha accompagnati per tutta la serata. Anche la tribuna di solito più pacata si è scatenata insieme alla curva rossonera.

    Tutti i Club all’appello. Dentro e fuori lo stadio.

    Il dio denaro potrebbe ancora vincere la sua partita ma noi romantici speriamo di no.

    Fino all’ultimo respiro!                   

    E così che dopo tanti mesi ritorna per caso la mia  mini Gazzettina dello Sport.

    Archiviata un giorno per mancanza di tempo…. di entusiasmo….di allegria.. di qualsiasi cosa…Oggi ritorna per lui.

    Grande Kakà….resta con noi se puoi!

                                        Siam venuti fin qua....

     

    per vedere restare Kakààà

     

     

    Graffettando...

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    Ho fatto tutto.

    Smontato l’albero di Natale in tempo record. Il presepe. Il ramo sul soppalco. La lampada con le lucine. Le vetrofanie.

    Addirittura ho già idee innovative per il prossimo anno!

    Forse perché quest’ anno il freddo è un po’ meno freddo. E forse perché voglio chiudere quella porta sperando di aprirne una più bella. Chissà….

    Insomma…per me il periodo Natalizio è iniziato il 24 mattina, quando finalmente il Boss conclusi tutti i suoi impegni di lavoro fino all’alba si è riposato qualche ora e poi si è alzato ben predisposto a trascorrere finalmente le vacanze di Natale.

    Nella sua semplicità la vigilia di Natale è stata magica. Cosa aspettarsi di meglio per la Didi se non aspettare il Natale in compagnia di tante persone e soprattutto 4 marmocchi quasi della sua età.

    Dopo le feste Natalizie le valige erano già pronte per una breve vacanza sulla neve.

    Niente  passo del Gaver, niente ambientazioni anni 60, per quest’ anno sempre con un gruppo di amici siamo andati in una bellissima locanda in Val Trompia.

    Quest’ anno il Capodanno mi ha emozionata e scaldato il cuore e quando fuori dalle finestre ho visto scendere i fiocchi di neve ho avuto anche il regalo di una  splendida cartolina da portare con me nei ricordi.

    Anche per Diana è stato tutto tremendamente bello: dalla camera con la tessera, dalla sveglia presto perché doveva andare a sciare, alla colazione a base di pane e nutella!

    E poi aspettando la befana e il giorno della befana non mi sentivo triste. Sentivo di aver trascorso questo periodo natalizio  proprio come avevo desiderato.

    “Anno bisesto anno funesto”… ecco è così che descriverei una buona parte dell’anno che se ne è andato…Ora arriva un anno dispari….Chissà se il dispari mi porta bene.

    Ciao Blog.

    A presto

     

     

     

    C a o S

     
     
     
     

     

     

     

    Ciao Blog

    mi faccio il regalo per Natale

    questa sera sento il desiderio di andare a ruota libera come succedeva all'inizio.

    "Ruota Libera" ...sì...bella frase.  Da l'impressione che una persona si lasci andare e sia completamente se stessa.

    Invece non è così.

    Caos

    Caos dentro me.

    Caos in città.  Caos ovunque. Tutti con patetici pacchettini tra le mani.  Io compresa ...forse.

    Gira e rigira per la città. Sola. Penso.

    A tratti mi vengono in mente i Natali precedenti. Quelli che se ne sono andati.

    Cè sempre una costante. Cè sempre qualcuno pronto a rovinarmeli.

    Dicono che il dolore serve a diventare grande.

    Allora io dovrei essere vecchissima.....Forse lo sono. . .  Chissà....

    Eppure in questo silenzio forse mi sono ritrovata.

    Ho sentito di avere rafforzato l' amicizia con le mie amiche.

    E.... con Alessia...molto più giovane di me eppure tanto saggia. Con Alessia riempiamo sempre la stanza di

    chiacchiere e di risate. Sabato siamo rimaste praticamente in silenzio. ...  ad un certo punto ci siamo guardate negli occhi e non c 'erano bisogno di parole.

    E...con Roberta. Oggi  ci siamo cercate ogni mezz'ora.  Ci siamo ritrovate a pranzo. Entrambe avevamo l mente in una  " Bowl" natalizia. 

     Una tristezza positiva. Quella tristezza che non fa male.  Che fa riflettere. Ad un certo punto ho pensato che ha ragione lei: "diventeremo due vecchie carampane"   ma resteremo legate per sempre.

    Mi sono resa conto che sia con Alessia che Roberta ci conosciamo e confidiamo da ormai 10 anni.

    Anche con Marta,  sento che in tre anni le cose sono molto cambiate.  Come me, non è molto espansiva....eppure

    ogni tanto mi abbraccia e mi legge negli occhi e io nei suoi.

    Mireja.  Sembra che i nostri stati d'animo vadano di pari passo. Quindi per fortuna per ora ci angosciamo a vicenda o ci rallegriamo di conseguenza....

    Sembra incredibile constatare dopo questo "Caos" che ad ogni modo mi sento serena nella mia casa con le persone che amo , invece credo proprio che sia così.

    Forse perchè il Caos è "fuori di me" e quindi lascerà il tempo che trova.  Il tempo delle feste di Natale.

     

    "Quello che non ci uccide.....ci rende più forti...."

     

                            Cià Blog. ....forse ci leggeremo l'anno prossimo o forse domani.

    Chissà....

    kyz

     
     

    D O N - C A R L O

     

      

     

     .......

     .......
    MILANO - Otto minuti di applausi, ma anche dissensi, ovvero fischi, soprattutto dal loggione, hanno accolto la conclusione del Don Carlo di Verdi, diretto da Daniele Gatti, che ha aperto la stagione del Teatro alla Scala. Una prima senza le massime cariche dello Stato che molti non hanno esitato a definire sottotono, un approccio minimale visto il momento critico che il paese vive. E poi le proteste di rigore, gli appassionati del loggione pronti a giudicare e il consueto drappello di esponenti della politica, delle istituzioni, dell'economia e della cultura. E un avvicendamento di tenori - Stuart Neill che ha preso il posto, a sorpresa, di Giuseppe Filianoti - che ha agitato il dibattito della vigilia.  .....

     

    La repubblica: sezione spettacoli.

     
     
     

    Certo in qualche modo vorrei graffettare questa serata in questo album che racchiude i miei ricordi.

    Sono sempre meno. E' sempre meno presente l'esigenza di raccogliere i momenti della mia vita.

    La cosa strana che solitamente noto che i blog sono usati come " valvola di scarico" nei momenti negativi, per me invece fin dal primo giorno è forse stato il contrario.

     

    Dunque il "Don Carlo" come l'ho inteso io...

     

    Oltre 4 ore. Alla fine la gente faceva a gara nel guardare l'orologio e calcolare l'ora del finale.

    Troppi sbadigli e troppe teste distratte a guardare qua e là.

    La coreografia minimale e quasi inesistente non giustificava 2 intervalli lunghi trenta minuti.

    Se gli ingredienti primcipali in un opera sono: il bel canto, la bella musica, i costrumi e la coreografia...si può dire che un bel 30 per cento dello spettacolo ha perso di enfasi.

    Nulla a che vedere con altre bellissime opere alle quali ho avuto l'onore di essere spettatrice Forse questa è stata una delle meno belle, per quello che mi rigurarda ovviamente.

     

    Resterà comunque una serata indimenticabile e ringrazio con il cuore la persona che ci ha fatto questo "regalo".

     

    Ora che da questo blog non mi aspetto più nulla chissà....

    forse lo apprezzerò di più per quello che ha rappresentato per 3 anni nella mia vita.

     

    kyz.

     

     

    LE NOZZE DI FIGARO

     

      

     

     

     
    Il mattino del suo giorno di nozze, Figaro misura la stanza che il Conte di Almaviva ha messo “generosamente” a disposizione dei giovani sposi. Susanna però si dimostra molto meno riconoscente del futuro marito: il Conte la sta infatti insidiando e la sua generosità è tutt’altro che disinteressata. Messo al corrente delle brame del Conte su Susanna – brame che Don Basilio, il maestro di musica, cerca di caldeggiare a ogni occasione – Figaro non si dà per vinto: se il “signor contino” vuol ballare, troverà pane per i suoi denti. Anche la non più giovane Marcellina è intenzionata a mandare all’aria i progetti di matrimonio di Figaro; ella reclama con Don Bartolo il diritto di sposare Figaro in virtù di un prestito concessogli in passato e mai restituito. Bartolo gode all’idea di vendicarsi del valletto del Conte.

    Entra il paggio Cherubino per chiedere a Susanna di intercedere in suo favore presso la Contessa: il giorno prima il Conte, trovandolo solo con Barbarina (la figlia appena dodicenne del giardiniere Antonio), lo ha cacciato dal palazzo. L’arrivo improvviso del Conte lo costringe però a nascondersi e ad assistere suo malgrado alle proposte galanti che quest’ultimo rivolge alla cameriera. Ma anche il Conte deve celarsi a Don Basilio, il quale è sopraggiunto per raccontare a Susanna le attenzioni rivolte dal paggio alla Contessa.

    Allora, spinto dalla gelosia, il Conte esce dal suo nascondiglio e nel parapiglia che ne segue scopre il paggio montando su tutte le furie. Entra il coro dei contadini che, istruito da Figaro, ringrazia il Conte per aver abolito il famigerato ius primae noctis. Il Conte, con un banale pretesto, rimanda il giorno delle nozze e ordina la partenza immediata di Cherubino per Siviglia dove dovrà arruolarsi come ufficiale del suo reggimento.


    Susanna rivela all’addolorata Contessa le impertinenze del Conte nei suoi confronti. Entra Figaro e racconta il suo piano di battaglia. Intanto, per confondere il Conte, Figaro gli ha fatto pervenire un biglietto anonimo in cui si afferma che la Contessa ha dato un appuntamento a un suo ammiratore per quella sera. Quindi, propone che Susanna finga di accettare di incontrare il Conte: Cherubino (che non è ancora partito) andrà al posto di lei vestito da donna, la Contessa smaschererà il marito, cogliendolo in fallo, e gli interessi di tutti verranno soddisfatti.

    Tuttavia, mentre il travestimento del paggio è in corso, il Conte sopraggiunge e, insospettito da alcuni rumori provenienti dalla stanza attigua (dove la Contessa ha rinchiuso Cherubino), decide di forzare la porta. Ma Susanna riesce a far fuggire Cherubino dalla finestra e a prenderne il posto. Quando dal guardaroba esce Susanna invece di Cherubino, il Conte è costretto a chiedere perdono alla moglie.

    Entra Figaro che spera di poter ora affrettare la cerimonia nuziale. Irrompe però anche Antonio che dice di aver visto qualcuno saltare dalla finestra della camera della Contessa. Figaro cerca di parare il colpo sostenendo di essere stato lui a compiere il salto. Ma lo stato di confusione raggiunge il culmine quando arriva Marcellina per reclamare i suoi diritti: ella è ormai in possesso di tutti i documenti necessari per costringere Figaro a sposarla.


    La Contessa spinge Susanna a concedere un appuntamento galante al Conte, il quale però si accorge dell’inganno e promette di vendicarsi. Don Curzio, l’avvocato, entra con le parti contendenti e dispone che Figaro debba o restituire il suo debito o sposare Marcellina. Ma da un segno che porta impresso sul braccio si scopre inopinatamente che Figaro è il frutto di una vecchia relazione tra Marcellina e Bartolo. Madre e figlio si abbracciano. La Contessa intanto esprime il suo dolore e la sua determinazione a riconquistare il cuore del marito. Poi detta a Susanna un bigliettino con l’appuntamento notturno da far avere al Conte, bigliettino che viene sigillato con una spilla.

    Le due donne, agendo da sole, hanno deciso di perfezionare il piano di Figaro: sarà la stessa Contessa e non Cherubino a incontrare il Conte al posto di Susanna. Mentre il coro delle giovani contadine entra recando ghirlande per la Contessa, Susanna consegna il biglietto galante al Conte che si punge il dito con la spilla. Figaro è divertito: non ha visto, infatti, chi ha dato il bigliettino al Conte. Quindi si festeggiano le due coppie di sposi: Susanna e Figaro, Marcellina e Bartolo.

    .
    È ormai notte e nell’oscurità Barbarina sta cercando la spilla che il Conte le ha detto di restituire a Susanna. Figaro capisce che il biglietto ricevuto dal Conte nella scena precedente gli era stato consegnato dalla sua promessa sposa. Credendosi tradito, si nasconde nel giardino per sorprendere i due amanti. Susanna, che ha sentito non vista le rampogne di Figaro, si sente offesa dalla sua mancanza di fiducia e decide di farlo stare sulle spine.

    Ha dunque inizio il finale. Entra il Conte con colei che crede essere Susanna e che invece è la Contessa travestita. Tutti si perdono nell’oscurità. Anche Cherubino importuna la Contessa credendo di avere a che fare con Susanna. Il Conte poi s’infuria credendo di vedere Figaro corteggiare sua moglie ovvero Susanna travestita da Contessa. Alla fine si scopre l’equivoco: Figaro chiede scusa a Susanna per aver dubitato della sua fedeltà e il Conte implora il perdono della Contessa. Le nozze tra Figaro e Susanna possono finalmente avere luogo e la “folle giornata” si chiude con il giubilo generale.

     

     
    01_nozze_figaro
     

    Dove sono i bei momenti

    di dolcezza e di piacer,

    dove andaro i giuramenti

    di quel labbro menzogner?

    Perché mai se in pianti e in pene

    per me tutto si cangiò,

    la memoria di quel bene

    dal mio sen non trapassò?

    Ah! Se almen la mia costanza

    nel languire amando ognor,

    mi portasse una speranza

    di cangiar l'ingrato cor.

    Boa Sorte - Good Luck

     
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     In effetti il post precedente non voleva soltanto rimarcare gli atteggiamenti delle  altre persone ma quanto sia complicato a volte  “essere se stessi”.

    Oppure con quanti  “se stessi”  si ha a che fare anche semplicemente da un ambiente all’altro.

    Ad ogni modo quella Martina che molti dei miei compagni di viaggio hanno incontrato esiste sempre, solo che a volte non la si riconosce in queste righe.

    Però mi piace così.

    E’ bello ascoltare le mie sensazioni e scegliere quale pubblicare.

    Non mi sento più attirata da questo mondo come prima, come da tempo non controllo le statistiche oppure quanti sono passati di qui.

    Sono passata io…è passato l’ angelo, la bollicina o il ditino.

    E’ bello così.

    Forse in questo momento è semplicemente il mio modo di “essere me stessa”.

    Sempre più voglio graffettare sensazioni che mi lascino il ricordo tangibile dei miei stati d’animo e non tanto quello che sto vivendo nel quotidiano.

    Succede poi che quando ho in mente di scrivere sul blog sono un “fiume di parole” dopodiché le perdo nel momento in cui mi siedo alla tastiera…

    Sono troppo originale!!!  Mi scappa un sorriso…

    Ad ogni modo ho finalmente trovato una song  degna di sostituire la mia adorata “Cat Power”.

    Il titolo è di buon auspicio: Boa Sorte o Good luck….solo il titolo però….

    Cià blog

    per ora è tutto dalla soffitta.

    kyz

     

     
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    É só isso
    Não tem mais jeito
    Acabou, boa sorte

    Não tenho o que dizer
    São só palavras
    E o que eu sinto
    Não mudará

    Tudo o que quer me dar
    É demais
    É pesado
    Não há paz

    Tudo o que quer de mim
    Irreais
    Expectativas
    Desleais

    That’s it
    There is no way
    It over, Good luck

    I have nothing left to say
    It’s only words
    And what I feel
    Won’t change

    Tudo o que quer me dar / Everything you want to give me
    É demais / It´s too much
    É pesado/ It’s heavy
    Não há paz / There is no peace

    Tudo o que quer de mim / All you want from me
    Irreais / Isn´t real
    Expectativas / Expectations
    Desleais

    Mesmo, se segure
    Quero que se cure
    Dessa pessoa
    Que o aconselha

    Há um desencontro
    Veja por esse ponto
    Há tantas pessoas especiais

    Now even if you hold yourself
    I want you to get cured
    From this person
    Who poisoned you

    There is a disconnection
    See through this point of view
    There are so many special people in the world
    So many special people in the world
    In the world
    All you want
    All you want

    Tudo o que quer me dar / Everything you want to give me
    É demais / It´s too much
    É pesado / It’s heavy
    Não há paz / There is no peace

    Tudo o que quer de mim / All you want from me
    Irreais/ Isn’t real
    Expectativas / Expectations
    Desleais

    Now were Falling into the night
    Um bom encontro é de dois

     

     

     
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    Sì … bello essere sempre se stessi.

    Però noi siamo convinti sempre di essere noi stessi...

    solo che magari appaiamo diversi...

    e invece è solo un altra sfaccettatura  delle mille variabili che abbiamo...

    Perciò… spesso anche quando pensiamo

    di conoscere veramente a fondo una persona,

    a volte poi

    rimaniamo comunque delusi da un atteggiamento che non era mai  venuto fuori prima...

     

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    Cat Power

     

     

    Cat Power

    Una mattina qualunque la voce di Chan Marshall alias Cat Power è entrata nella mia mente e da allora è stato difficile mandarla via.

    Ma che sarà mai? Questa melodia che come la voce di una sirena attira la mia  mente e mi porta via.

    A 360 gradi vago nella mente mi cerco, mi trovo e mi riperdo come una spirale che continua a tracciare la sua linea ed io come gli occhi di un serpente mi lascio ammaliare dall’ oscillare   di quel suono.

    Pensieri strani.

    Provo a catturarli. Li ho già persi di nuovo.

    Però continuo ad ascoltare a lasciarmi cullare. Leggo qua e la. Tento di distrarmi.

    Non riesco a cambiare melodia al blog.

    Non vorrei cambiarla mai.

    E’ come quando ti lasci andare ad un pensiero che sai che ti fa male eppure non riesci a scacciarlo.

    E’ come volerlo rivivere per metabolizzarlo.

    Chissà se  sarà facile.

    Si nella vita nulla è facile.

    Arrampicarsi sugli specchi. Lasciare solchi. Usarli per risalire e poi scivolare ancora giù e poi  di nuovo su…

    Tutto bene sì tutto bene.

    E’ solo la mente che si scontra con la musica e ne crea scintille.

    Questo disco incantanto è stupendo ma suona sempre la stessa musica.

    E allora forse meglio cambiarlo.

    Cambiar musica.

    Chissà….

    Forse domani…

    Forse…

     

     

    R I E C C O M I

     

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    No dai non sono in ferie da due mesi.

    E’ solo che salire alla soffitta e scrivere nel blog non mi da più la gioia dei primi tempi.

    Certo non è solo il fatto che all’ inizio presi dall’ entusiasmo e dalle novità è tutto più interessante.

    Oppure il tempo impiegato nei tentativi di abbellire il blog…o di saperne una in più.

    E’ che se ci ripenso l’inizio di questo viaggio andava pari-passo con tutte le novità e le cose belle che mi stavano accadendo.

    Belle poi…mah chissà….forse…

    Ora le ferie sono finite a fine agosto. Direi che tutto sommato sono state belle. Rilassanti. Più o meno come l’anno scorso direi. Chi più ne ha gioito è stata la Didi sempre a contatto con la natura, tra mare, campagna e gite turistiche. Però il mese è volato e certamente se non fosse per un impellente ritorno alla dieta dopo doverose strafogate starei ancora là.

    Poi ho pensato bene di rientrare con uno schifo di virus intestinale che mi ha imbalsamata con dei crampi allo stomaco allucinanti.

    Insomma lo so sono tutte scuse!

    Non posso parlare del mio Milan che per ora non c’è nulla di bello da dire. Potrei parlare un po’ di me ma ultimamente non è che ci sia tanto di bello da raccontare e quindi…?

    Poi ci si mette il pc che si accende a giorni alterni…ma non ho ancora capito quali sono quelli si e quelli no.

    Quindi … “non ci resta che piangere” …come direbbe Troisi!

    “Aspettando il domani” …come una telenovela!

    A volte mi sento fuori dal giro. Non so quasi più nulla dei miei preferiti e me ne dispiace ma l’ inverno è freddo e lungo e sicuramente ci saranno più serate di dolce far niente per recuperare il “ Tempo Perso”.

    Qui dalla soffitta è tutto….o quasi!

     

    A presto.

    kyz

     

     

     
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    A presto siì...ma me la prendo comoda !
    Prrrrrrrr.

     

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